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	<title>Stendhaal e-Zine</title>
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	<description>by Rabdomante</description>
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		<title>RADICI NEL CONTEMPORANEO &#8211; 3° Concorso di Poesia</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Apr 2013 12:48:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concorsi]]></category>

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		<description><![CDATA[RADICI NEL CONTEMPORANEO &#8211; 3° Concorso di Poesia Con il patrocinio dell&#8217;assessorato al Mediterraneo, al turismo e alla cultura della Regione Puglia. Con il patrocinio della Provincia di Lecce. Con il patrocinio del Comune di Supersano Relazioni, molteplicità, interconnessioni, sono le parole chiave della nostra società. Pensare rizomaticamente significa connettersi al nostro tempo per rivelare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2013/04/Schermata-2013-04-16-a-14.47.01.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-351" title="Schermata 2013-04-16 a 14.47.01" src="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2013/04/Schermata-2013-04-16-a-14.47.01-300x300.png" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>RADICI NEL CONTEMPORANEO &#8211; 3° Concorso di Poesia</p>
<p>Con il patrocinio dell&#8217;assessorato al Mediterraneo, al turismo e alla cultura della Regione Puglia.<br />
Con il patrocinio della Provincia di Lecce.<br />
Con il patrocinio del Comune di Supersano</p>
<p><span id="more-350"></span>Relazioni, molteplicità, interconnessioni, sono le parole chiave della nostra società. Pensare rizomaticamente significa connettersi al nostro tempo per rivelare, attraverso il linguaggio poetico, le fondamentali interconnesioni umane.<br />
La Poesia come sguardo “archeologico”, sguardo cioè volto ai legami geografici, sentimentali e spirituali della società globale.</p>
<p>PARTECIPAZIONE<br />
Al concorso possono partecipare tutti coloro i quali hanno compiuto i 16 anni di età.<br />
Si concorre inviando massimo due poesie inedite ( max 30 versi ciascuna ), in lingua italiana, sul tema: “RADICI nel contemporaneo”<br />
E’ possibile inviare gli elaborati via posta o via E-mail.<br />
POSTA<br />
Inviare in busta chiusa due copie cartacee dell’elaborato (o degli elaborati) con cui si intende partecipare ed una copia in formato pdf su supporto CD all’indirizzo: Ass. RABDOMANTE via Trieste 1, 73040 Supersano (LE). Nella busta dovranno essere presenti, oltre agli elaborati, la copia della domanda di partecipazione firmata scaricabile dal sito http://stendhaal.altervista.org/ alla voce Download nella pagina dedicata al concorso) e la ricevuta del versamento o quota di iscrizione di euro 10 [leggi le modalità di pagamento in Norme Generali, art. 2];<br />
E-MAIL:<br />
E’ possibile inviare gli elaborati direttamente in formato digitale all’indirizzo mail rabdomanzia@gmail.com. Oltre agli elaborati dovrà essere allegata una scansione della schea di partecipazione firmate e una scansione della ricevuta di versamento della quota di iscrizione.</p>
<p>PREMI<br />
Primo classificato:euro 250,00<br />
+ 3 pubblicazioni antologiche;</p>
<p>Secondo: 3 pubblicazioni antologiche;</p>
<p>Terzo: 3 Pubblicazioni antologiche;</p>
<p>*Pubblicazione antologiche del<br />
concorso 2013;</p>
<p>SCADENZA INVIO ELABORATI<br />
30 Settembre 2013</p>
<p>NORME GENERALI<br />
Art. 1. Le opere dovranno pervenire entro e non oltre il 30/09/2013. Per gli elaborati spediti a mezzo posta farà fede il timbro<br />
postale.<br />
Art. 2. Modalità di pagamento. La quota di iscrizione potrà essere versata sia in contanti, spedendola nella busta contenente l’elaborato, o tramite versamento su conto PostePay n. 4023600587464647, con causale: “quota partecipazione concorso”<br />
- titolare Giorgio Galati (tesoriere).<br />
Art. 3. La premiazione avverrà nei 30 gg. seguenti la scadenza del concorso, nell’ambito di una manifestazione culturale.<br />
Art. 4. La giuria sarà composta da autori e operatori del settore.<br />
Art. 5. Il giudizio della giuria è insindacabile e la stessa si riserva il diritto di escludere gli elaborati che non rispettino le condizioni di concorso stabilite nel presente bando.<br />
Art. 6. Gli elaborati vincitori e quelli segnalati dalla giuria verranno inclusi in una raccolta antologica edita dall’associazione Rabdomante.<br />
Art. 7. I vincitori e gli autori delle poesie segnalate verranno contattati direttamente attraverso i recapiti indicati. Qualora i vincitori non intervengano alla premiazione, il premio in denaro verrà accreditato su conto corrente postale o bancario indicato dall’autore stesso e le pubblicazioni verranno inviate a mezzo posta.<br />
Art. 8. Le opere non saranno restituite.<br />
Art. 9. L’associazione culturale “Rabdomante” non si assume alcuna responsabilità in caso di perdita del dattiloscritto, per cause ad essa indipendenti.<br />
Art. 10 &#8211; Al fine dell&#8217;attuazione del presente concorso dovrà pervenire un numero minimo di 30 elaborati. Al mancato raggiungimento del numero minimo di elaborati la quota di partecipazione verrà restituita.<br />
Art. 11. I dati personali dei concorrenti saranno trattati nel rispetto e nell’osservanza di quanto stabilito dal D. lgs. n. 196/2003, artt. 7 e 13.<br />
Art. 12. La partecipazione al concorso implica l’accettazione incondizionata di quanto stabilito dal presente regolamento.<br />
Art. 13. Le poesie inviate non devono aver conseguito alcun premio in altri concorsi.</p>
<p>Per Info: rabdomanzia@gmail.com</p>
<p>http://www.facebook.com/rabdomante.supersano</p>
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		<item>
		<title>Esito &#8211; 2° Concorso di Poesia: MIGRAZIONI</title>
		<link>http://stendhaal.altervista.org/?p=328</link>
		<comments>http://stendhaal.altervista.org/?p=328#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 20:41:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rabdomante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Una cartina mi dice come trovare un luogo che non ho mai visto ma che ho spesso immaginato. Quando ci arrivo, seguendo fedelmente la mappa, quel luogo non è il luogo della mia immaginazio- ne. Le cartine, più si fanno reali, meno si fanno vere. • Janette Winterson, 1989 • (Download Bando) (Download Locandina) RABDOMANTE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una cartina mi dice come trovare un luogo che non ho mai visto<span id="more-328"></span> ma che ho spesso immaginato. Quando ci arrivo, seguendo fedelmente la mappa, quel luogo non è il luogo della mia immaginazio- ne. Le cartine, più si fanno reali, meno si fanno vere.</p>
<p style="text-align: left;"><em>• Janette Winterson, 1989 •</em></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><em>(<a title="BANDO CONCORSO" href="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2012/02/bando_migrazioni.pdf" target="_blank">Download Bando</a>)<br />
(<a title="LOCANDINA" href="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2012/02/locandina_migrazioni.pdf" target="_blank">Download Locandina</a>)</em></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: center;"><em> </em><em><a href="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-16-a-21.43.11.png"><img class="size-medium wp-image-333    aligncenter" title="Schermata 2012-02-16 a 21.43.11" src="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-16-a-21.43.11-300x176.png" alt="" width="300" height="176" /></a></em></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p><strong>RABDOMANTE</strong><em><br />
Association of Contemporary Art and Culture</em></p>
<p><strong>Presenta: Concorso di Poesia Seconda edizione 2012</strong><br />
SCADENZA INVIO ELABORATI: <strong>30 Giugno 2012</strong></p>
<p><strong>REGOLAMENTO</strong><br />
Il concorso è articolato in una unica Sezione;<br />
<strong>- SEZ. UNICA (OLTRE I 16 ANNI)</strong></p>
<p>Al concorso possono partecipare tutti coloro i quali hanno compiuto i 16 anni di età. Si concorre inviando massimo due poesie inedite ( max 30 versi ciascuna ), in lingua italiana, sul tema delle migrazioni. E’ possibile inviare gli elaborati via posta o via E-mail.<br />
<strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>POSTA</em></strong><br />
Inviare in busta chiusa due copie cartacee dell’elaborato (o degli elaborati) con cui si intende partecipare ed una copia in for- mato pdf su supporto CD all’indirizzo Ass. RABDOMANTE via Trieste 1, 73040 Supersano (LE).</p>
<p>Nella busta dovranno essere presenti, oltre agli elaborati, la copia della domanda di partecipazione<br />
http://stendhaal.altervista.org alla voce Download Bando) e la ricevuta del versamento o quota di iscrizione di euro 10 [leggi le modalità di pagamento in Norme Generali, art. 2];</p>
<p><strong>E-MAIL:</strong></p>
<p>E’ possibile inviare gli elaborati direttamente in formato digitale all’indirizzo mail: rabdomanzia@gmail.com. Oltre agli elaborati dovrà essere allegata una scansione della ricevuta di versamento della quota di iscrizione.</p>
<p><strong>PREMI</strong></p>
<p>- Primo classificato euro 300.00 + 3 pubblicazioni antologiche del concorso;<br />
scuno 3 pubblicazioni antologiche del- concorso;</p>
<p>- I primi 5 classificati riceveranno ciascuno 3 pubblicazioni antologiche del concorso;</p>
<p><strong>NORME GENERALI</strong></p>
<p>Art. 1. Le opere dovranno pervenire entro e non oltre il 30/06/2012. Per gli elaborati spediti a mezzo posta farà fede il timbro postale.</p>
<p>Art. 2. Modalità di pagamento. La quota di iscrizione potrà essere versata sia in con- tanti, spedendola nella busta contenente l’elaborato, o tramite versamento su conto PostePay<br />
n. 4023600587464647, con causale: “quota partecipazione concorso”.</p>
<p>Art. 3. La premiazione avverrà nei 30 gg. seguenti la scadenza del concorso, nell’ambito di una manifestazione culturale.</p>
<p>Art. 4. La giuria sarà composta da autori e operatori del settore.</p>
<p>Art. 5. Il giudizio della giuria è insindacabile e la stessa si riserva il diritto di escludere gli elaborati che non rispettino le condizioni di concorso stabilite nel presente bando.</p>
<p>Art. 6. Gli elaborati vincitori e quelli segnalati dalla giuria verranno inclusi in una raccolta antologica edita dall’associazione Rabdomante.</p>
<p>Art. 7. I vincitori e gli autori delle poesie segnalate verranno contattati direttamente attraverso i recapiti indicati. Qualora i vincitori non intervengano alla premiazione, il premio in denaro verrà accreditato su conto corrente postale o bancario indicato dall’autore stesso e le pubblicazioni verranno inviate a mezzo posta.</p>
<p>Art. 8. Le opere non saranno restituite.<br />
Art. 9. L’associazione culturale “Rabdomante” non si assume alcuna responsabilità in caso di perdita del dattiloscritto, per cause ad essa indipendenti.</p>
<p>Art. 10. Al fine dell&#8217;attuazione del presente concorso dovrà pervenire un numero minimo di 30 elaborati. Al mancato raggiungimento del numero minimo di elaborati la quota di partecipazione verrà restituita.</p>
<p>Art. 11. I dati personali dei concorrenti sa- ranno trattati nel rispetto e nell’osservanza di quanto stabilito dal D. lgs. n. 196/2003, artt. 7 e 13.</p>
<p>Art. 12. La partecipazione al concorso implica l’accettazione incondizionata di quanto stabilito dal presente regolamento.</p>
<p>Art. 13. Le poesie inviate non devono aver conseguito alcun premio in altri concorsi.</p>
<p><strong>ESITO CONCORSO MIGRAZIONI</strong></p>
<div><strong>Di seguito vengono riportate le prime opere classificate nelle prime sei posizioni:</strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div><strong>1) Ballata Negra &#8211; Cangiani Salvatore (Sorrento &#8211; NA)</strong></div>
<div><strong>2) Polvere e canzoni &#8211; Gilardi Andrea (Sesto San Giovanni &#8211; MI)</strong></div>
<div><strong>3) Ragazzi del Sud &#8211; Lamanna Vincenzo (Centola &#8211; SA)</strong></div>
<div><strong>4) Dignità &#8211; Dessimone Pallavera Matteo (Torino &#8211; TO)</strong></div>
<div><strong>5) Il Barcone &#8211; Maghini Giorgio (Ferrara)</strong></div>
<div><strong>5) Migrazione &#8211; Meyer Sabino Giovanna (Nettuno &#8211; RM)</strong></div>
<div><strong>5) Migrante &#8211; Rovatti Benedetta (Carpi &#8211; MO)</strong></div>
<div><strong>5) Il viaggio come metafora dell&#8217;anima &#8211; Sultana Giulia (Pachino &#8211; SR)</strong></div>
<div><strong>6) Ecco Santiago &#8211; Cardillo Anna Maria (Roma)</strong></div>
<div><strong>6) Quel treno &#8211; Meneghetti Graziella (Rosà &#8211; VI)</strong></div>
<div><strong>6) L&#8217;emigrante Nino il minatore &#8211; Nutricato Michele (Supersano &#8211; LE)</strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div><strong>Il primo classificato vince il premio di 300€ più 3 pubblicazioni antologiche del concorso mentre le prime 5 opere classificate vincono 3 antologie che verranno recapitate salvo diversa comunicazione all&#8217;indirizzo segnalato sulla scheda di partecipazione.</strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div><strong>L&#8217;antologia conterrà una poesia di ogni partecipante, la migliore classificata nel caso in cui si fossero presentati due elaborati.</strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div><strong>Coloro che non sono tra le prime 5 posizioni e che non potranno essere presenti alla serata conclusiva possono richiedere comunque l&#8217;antologia attraverso il versamento di 5€ per copia (per spese di segreteria e spedizione) sul conto PostePay n. 4023600587464647 intestato a Giorgio Galati. Basterà fare richiesta via mail allegando la scansione della ricevuta di versamento.</strong></div>
<p><strong>Per ulteriori informazioni:</strong></p>
<p>rabdomanzia@gmail.com</p>
<p>http://stendhaal.altervista.org</p>
<p><strong>Evento patrocinato da:</strong></p>
<p>Assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia<br />
Provincia di Lecce<br />
Associazione RABDOMANTE<br />
<strong>Curato:</strong><br />
Ass. RABDOMANTE</p>
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		<title>New York: Direction Point of Interest</title>
		<link>http://stendhaal.altervista.org/?p=317</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 15:11:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rabdomante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[RECENSIONE di Simone MASSAFRA MILANO: Via Ventura 5 diventa l’osservatorio della giovane arte Newyorchese. La mostra inaugurata il 25 Gennaio scorso, presso la galleria Massimo De Carlo dal titolo: “New York: Direction Point of Interest”, curata da Elena Tavecchia, vede esposti 23 lavori di 8 giovani artisti Newyorchesi, i quali, dialogano con le tre sale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>RECENSIONE di Simone MASSAFRA<span id="more-317"></span></strong></p>
<p><strong><a href="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-13-a-16.11.20.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-318" title="Schermata 2012-02-13 a 16.11.20" src="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-2012-02-13-a-16.11.20-300x205.png" alt="" width="300" height="205" /></a></strong></p>
<p>MILANO: Via Ventura 5 diventa l’osservatorio della giovane arte Newyorchese.<br />
La mostra inaugurata il 25 Gennaio scorso, presso la galleria Massimo De Carlo dal titolo: “New York: Direction Point of Interest”, curata da Elena Tavecchia, vede esposti 23 lavori di 8 giovani artisti Newyorchesi, i quali, dialogano con le tre sale espositive della galleria milanese.</p>
<p><em>Jason Loebs, ‘81 &#8211; Justin Matherly, ‘72 &#8211; Sean Paul, ‘78 &#8211; Valerie Snobeck, ‘80 &#8211; Mika Tajima, ‘75 &#8211; Josh Tonsfeldt, ‘79 &#8211; Daniel Turner, ‘83 &#8211; Sara Vanderbeek, ’86: </em>è questo il<em> </em>gruppo di artisti eterogenei per provenienza, formazione e tecniche espressive – selezionati dalla giovane curatrice – che con la loro produzione, evocano una molteplicità di situazioni e messaggi culturali, riscontrabili nel panorama artistico newyorchese dal quale provengono.</p>
<p>L’intento della mostra è di creare una mappatura artistica di New York e, attraverso le opere degli artisti, descrivere il condensato di umanità che la Grande Mela racchiude nelle caleidoscopiche realtà fatte di miti, eccessi e problematiche sociali. Inoltre, questo evento vuole proseguire gli intenti della collettiva <em>Los Angeles – Berlin. A Tale of two (other) Cities</em> del 2009, e cioè, indagare lo scenario artistico emergente e il legame urbano che gli artisti hanno con la città in cui vivono.</p>
<p>Il percorso espositivo apre con un progetto scultoreo di <em>Sara VanDerBeek</em> ed altri due lavori fotografici della stessa artista nella quale ha utilizzato il mezzo fotografico per indagare tra le trame della realtà. <em>Valerie Snobeck</em> presenta <em>Tool Construct 3, 2011</em> un telaio con giunti metallici e una rete da impalcature per cantieri e <em>Jason Loebs</em> nei suoi due lavori <em>Autophantography, 2012</em>, installati diagonalmente nella sala, intende esplorare il significato delle immagini e la loro mancanza coerenza nei tempi moderni. Una scultura dal forte impatto visivo &#8211;  in calcestruzzo e strutture ambulatoriali &#8211; di <em>Justin Matherly</em> rompe la linearità del percorso spingendo lo spettatore a relazionarsi con l’opera ruotandoci attorno. A chiudere la prima sala “semi-monocroma” del piano terra sono le due tele &#8211; <em>Arrangement 10, 2011 -</em> di <em>Sean Paul</em> e Untitled 5150, 2011, di <em>Daniel Turner, </em>lavoro realizzato con vinile e bitume emulsionato.</p>
<p>Al primo piano della galleria altri 10 lavori distinti &#8211; per scelte espressive e per i linguaggi utilizzati &#8211; costituisco l’allestimento della sala.</p>
<p>Due lavori di importanti dimensioni:<em> Here or Theme, 2007</em> di <em>Mika Tajima</em> e <em>To know death on must fuck life in the gall bladder, called salute the future, 2011 </em>di <em>Justin Matherly, </em> accolgono e attirano il visitatore<em> </em>al centro della luminosa sala espositiva.  Due interventi realizzati direttamente da <em>Daniel Turner</em>, sul pavimento della galleria, attivano un meccanismo di relazione tra visitatore, opera d’arte e spazio espositivo e agevolano lo scorrimento e la connessione tra gli altri lavori installati. In fondo alla sala, una stampa a pigmenti di grandi dimensioni di <em>Josh Tonsfeldt</em> &#8211; isolata ma perfettamente bilanciata con l’allestimento, fa riprendere fiato prima dell’ultima “ricognizione”.</p>
<p>Ripercorrendo lo spazio in senso opposto &#8211; avanzando verso l’uscita -, ritroviamo <em>Untitled, 2012</em>, il terzo lavoro di <em>Jason Loebs</em>, una stampa di grandi dimensioni realizzata appositamente per la mostra e,  un lavoro molto poetico di <em>Valerie Snobeck</em>. <em>Justin Matherly</em> cambia linguaggio ed espone una stampa a getto d’inchiostro monocromatica.  <em>Josh Tonsfeldt</em> ritorna con un secondo lavoro sulle superfici e presenta un calco in gesso di una ragnatela trattato con della vernice spray. A chiudere il percorso espositivo della seconda sala e, prima di occuparsi interamente alla visione di <em>Spring Itinerary 2009, fall itinerary 1996, 2010-2011 </em>di<em> Josh Tonsfeldt</em>, installato nella terza e utlima sala dedicata interamente al video, un lavoro fotografico <em>Every Hair of the Bear, 2011</em> di <em>Sean Paul</em> e la serie  di stampe su plexiglas di <em>Mika Tajima</em> (Forniture Art, 2011) ci liberano da questa serrata ma emozionante “deambulazione” newyorkese •</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Libro/Intervista: Cattelan rompe il silenzio</title>
		<link>http://stendhaal.altervista.org/?p=301</link>
		<comments>http://stendhaal.altervista.org/?p=301#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 10:44:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rabdomante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Books]]></category>

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		<description><![CDATA[RECENSIONE di Simone Massafra Maurizio Cattelan con Catherine Grenier. Un salto nel vuoto. La mia vita fuori dalle cornici. L’Artista italiano Maurizio Cattelan (Padova 1960), da sempre restio a parlare di lui e del suo lavoro, rompe ufficialmente il silenzio rilasciando una lunga e dettagliata intervista a Catherine Grenier da cui ne è stato tratto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>RECENSIONE di Simone Massafra</em></p>
<p><em><span id="more-301"></span><br />
</em></p>
<p><em><strong>Maurizio Cattelan con Catherine Grenier.</strong></em><em><strong> </strong></em></p>
<p><em><strong>Un salto nel vuoto. La mia vita fuori dalle cornici</strong></em>.<br />
<em> </em></p>
<p><em><a href="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2012/01/cattelan.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-302" style="margin: 5px;" title="cattelan" src="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2012/01/cattelan-185x300.gif" alt="" width="185" height="300" /></a></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p>L’Artista italiano Maurizio Cattelan (Padova 1960), da sempre restio a parlare di lui e del suo lavoro, rompe ufficialmente il silenzio rilasciando una lunga e dettagliata intervista a Catherine Grenier da cui ne è stato tratto il libro: <strong>Un salto nel vuoto</strong> – La mia vita fuori dalle cornici &#8211; (Rizzoli, 2011).</p>
<p>La lunga conversazione ci aiuta a ricostruire la vita di Cattelan dall’infanzia padovana ai primi lavori nel campo del design, dagli esordi nel campo dell’arte come artista “outsider” italiano, sino alla mostra celebrativa del Guggenheim Museum di New York &#8211; ALL. Il più noto e il più sfuggente degli artisti italiani condivide per la prima volta con sincerità e ironia i ricordi, i dubbi, le riflessioni, i punti di svolta, le paure e i sogni di una vita avventurosa e fatta di sfide.</p>
<p>Catherine Grenier (1960 &#8211; condirettore del Centre Pompidou di Parigi), attraverso una serie di domande, ci accompagna nei più reconditi ricordi del più controverso scultore italiano con un’abilità senza eguali; domande mirate a ripercorrere il pensiero e la memoria dell’artista, a cui Cattelan risponde come sotto ipnosi. “L<em>’Enfant Terrible”</em> che ha scandalizzato esponendo per la prima volta cavalli sospesi, bambini impiccati, Giovanni Paolo II colpito da un meteorite e il colossale dito medio di piazza della borsa, confessa al pubblico il suo <em>“modus operandi”,</em> le sue più intime paure, i desideri che lo hanno spinto ad andare avanti e le sfide più dure che ha dovuto sostenere per essere accettato dal “<em>mondo dell’arte</em>”.  Con l’avanzare della serrata intervista emergono tutte le tematiche trattate dall’artista nei suoi lavori (Paura, Amore, Solitudine e Perdita), rivela inoltre, il suo rapporto con il denaro e il suo significato di Arte.</p>
<p>Alla domanda – <em>“Che cosa pensi dell’idea che la gente si fa del tuo lavoro? Molti percepiscono le tue opere soprattutto come provocazioni, o come degli scherzi.”</em> Cattelan risponde – <em>“Il mio lavoro è estremamente serio. […] Alcune mie sculture mi sembrano in tutto e per tutto classiche, nel senso che parlano il linguaggio artistico del passato, un passato che non è quello di ieri, ma quello della storia </em></p>
<p><em>dell’arte”.</em></p>
<p>L’artista che ha cercato in tutti i modi di sfuggire alla morsa della notorietà non rilasciando dichiarazioni ufficiali o firmando programmi, in questo libro-intervista, “<em>saluta</em>” il pubblico e la sua carriera d’artista con il più grande manifesto dedicato all’Uomo e alle sue paure.</p>
<p><a href="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2012/01/catt.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-308" title="catt" src="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2012/01/catt-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong><em>Maurizio Cattelan con Catherine Grenier. Un salto nel vuoto. la mia vita fuori dalle cornici</em>,<br />
Rizzoli, 146 pagine, €18.</strong></p>
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		<title>Monotron Ep</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 09:38:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rabdomante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Monotron è un duo italiano formato da Valentino Galati classe &#8217;89 e Lorenzo Marra classe &#8217;90, disc jockey uno e tastierista l&#8217;altro. Le loro sinfonie elettroniche nascono da architetture complesse, combinazione di melodie, ritmo trascinante, improvvisazione basate su tempi inusuali, suoni distorti e un uso massiccio di riverberi digitali. Monotron EP è un il primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-2011-12-10-a-10.34.38.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-294" title="Schermata 2011-12-10 a 10.34.38" src="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-2011-12-10-a-10.34.38-300x294.png" alt="" width="300" height="294" /></a></p>
<p>Monotron è un duo italiano formato da Valentino Galati classe &#8217;89 e Lorenzo Marra classe &#8217;90, disc jockey uno e tastierista l&#8217;altro.<span id="more-292"></span></p>
<p>Le loro sinfonie elettroniche nascono da architetture complesse, combinazione di melodie, ritmo trascinante, improvvisazione basate su tempi inusuali, suoni distorti e un uso massiccio di riverberi digitali.</p>
<p>Monotron EP è un il primo progetto del duo omonimo.</p>
<p>Le 5 tracce del disco esplorano a tutto tondo un universo musicale fatto di ambient dimesso, elettronica e field recording sino a giungere ad una caleidoscopica melodia adatta alla dancefloor contemporanea. Le composizioni di battiti, glitch, accordi e synt sono quasi sempre ovattati e ricreano una dimensione atmosferica e vellutata.</p>
<p>Il palco sembra essere ormai l’elemento chiave per comprendere la loro musica.</p>
<p><a href="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-2011-12-04-a-15.55.02.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-293" title="Schermata 2011-12-04 a 15.55.02" src="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-2011-12-04-a-15.55.02-300x208.png" alt="" width="300" height="208" /></a></p>
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		<title>Capo d&#8217;arte &#8211; Illuminazioni 2011</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 07:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rabdomante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Critica]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Capo d&#8217;arte &#8211; Illuminazioni 2011 A Gagliano del Capo la seconda mostra di Arte contemporanea curata da Ludovico Pratesi. 31 luglio – 25 agosto 2011 Capo d&#8217;Arte è al secondo appuntamento con l&#8217;Arte Contemporanea nel Salento. Mario Airò, Francesco Arena, Sarah Ciracì, Flavio Favelli, Alfredo Pirri, Riccardo Previdi, Elisa Sighicelli, Tobias Zielony, sono gli 8 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="contenuti"><a href="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/08/logo.png"><img class="alignleft size-full wp-image-252" title="logo" src="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/08/logo.png" alt="" width="247" height="247" /></a></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div><strong>Capo d&#8217;arte &#8211; Illuminazioni 2011</strong></div>
<div><span id="more-251"></span></div>
<div>A Gagliano del Capo la seconda mostra di Arte contemporanea curata da Ludovico Pratesi.<br />
31 luglio – 25 agosto 2011</p>
<p>Capo d&#8217;Arte è al secondo appuntamento con l&#8217;Arte Contemporanea nel Salento.</p>
</div>
<div>Mario Airò, Francesco Arena, Sarah Ciracì, Flavio Favelli, Alfredo Pirri, Riccardo Previdi, Elisa Sighicelli, Tobias Zielony, sono gli 8 importanti artisti coinvolti in questo progetto che hanno realizzato ed esposto i loro lavori dal 31 luglio – 25 agosto 2011 a Gagliano del Capo &#8211; Lecce.</p>
<p>Nella splendida location del Palazzo Gargasole di Gagliano del Capo, il curatore Ludovico Pratesi, per il secondo appuntamento Capo d&#8217;Arte &#8211; Illuminazioni 2011, ha riaperto il bellissimo palazzo del &#8217;500 situato nel centro storico di Gagliano del Capo, a pochi passi da Santa Maria di Leuca de Finibus Terrae, riportando alla luce una delle tante bellezze del territorio.</p>
<p>Il progetto &#8211; Illuminazioni 2011, scrive il curatore &#8211; &#8220;è concepita con un forte legame al territorio del Salento&#8221;, inoltre, &#8220;si propone di analizzare l’evoluzione della luce come linguaggio espressivo specifico dell’arte contemporanea, di stimolare la ricerca di nuove forme espressive e documentare le diverse modalità di relazione tra la luce e l’opera d’arte&#8221;.</p>
<p>L&#8217;utilizzo della luce in tutte le opere installate nel magnifico cortile interno e nelle stanze  del palazzo Gargasole, regala alla mostra una suggestiva e rarefatta atmosfera  utile allo spettatore per godersi il connubio perfetto tra Arte, Cultura, Tradizioni e Territorio .</p>
<p><strong>Ludovico Pratesi</strong> è critico d’arte del Venerdì di  Repubblica. E’ il direttore artistico del Centro di Arti Visive  Pescheria di Pesaro, dedicato all’Arte Contemporanea. Dal 2009 al 2011 è  curatore scientifico di Palazzo Fabroni a Pistoia.</p>
<p><strong>Capo d’Arte</strong> nata nel 2010, è formata da quattro professionisti legati  dall’interesse per la valorizzazione culturale del Salento: Francesca  Bonomo, Tiziana Frescobaldi, Francesco Petrucci, Mirko Pozzi. Si propone  di promuovere l’arte contemporanea all’interno di spazi storici:  palazzi, siti archeologici, masserie, attraverso mostre, eventi,  incontri , seminari. La prima edizione di Puglia Contemporanea. Artisti a  Palazzo si è svolta nell’estate 2010.</p>
<p>Photo e Testo: [S•M]</p>
</div>
<div><a href="../wp-content/uploads/2011/08/logo.png"><img title="gallery columns=&quot;2&quot;" src="../wp-includes/js/tinymce/plugins/wpgallery/img/t.gif" alt="" /></a>
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<a href='http://stendhaal.altervista.org/?attachment_id=257' title='Schermata 2011-08-26 a 12.18.22'><img width="150" height="150" src="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2011-08-26-a-12.18.22-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Schermata 2011-08-26 a 12.18.22" title="Schermata 2011-08-26 a 12.18.22" /></a>
<a href='http://stendhaal.altervista.org/?attachment_id=258' title='Schermata 2011-08-26 a 12.19.04'><img width="150" height="150" src="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2011-08-26-a-12.19.04-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Schermata 2011-08-26 a 12.19.04" title="Schermata 2011-08-26 a 12.19.04" /></a>
<a href='http://stendhaal.altervista.org/?attachment_id=259' title='Schermata 2011-08-26 a 12.19.17'><img width="150" height="150" src="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2011-08-26-a-12.19.17-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Schermata 2011-08-26 a 12.19.17" title="Schermata 2011-08-26 a 12.19.17" /></a>
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<a href='http://stendhaal.altervista.org/?attachment_id=262' title='Schermata 2011-08-26 a 12.20.10'><img width="150" height="150" src="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2011-08-26-a-12.20.10-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Schermata 2011-08-26 a 12.20.10" title="Schermata 2011-08-26 a 12.20.10" /></a>
<a href='http://stendhaal.altervista.org/?attachment_id=263' title='Schermata 2011-08-26 a 12.20.22'><img width="150" height="150" src="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2011-08-26-a-12.20.22-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Schermata 2011-08-26 a 12.20.22" title="Schermata 2011-08-26 a 12.20.22" /></a>
<a href='http://stendhaal.altervista.org/?attachment_id=264' title='Schermata 2011-08-26 a 12.21.14'><img width="150" height="150" src="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2011-08-26-a-12.21.14-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Schermata 2011-08-26 a 12.21.14" title="Schermata 2011-08-26 a 12.21.14" /></a>
<a href='http://stendhaal.altervista.org/?attachment_id=265' title='Schermata 2011-08-26 a 12.21.26'><img width="150" height="150" src="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2011-08-26-a-12.21.26-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Schermata 2011-08-26 a 12.21.26" title="Schermata 2011-08-26 a 12.21.26" /></a>
<a href='http://stendhaal.altervista.org/?attachment_id=266' title='Schermata 2011-08-26 a 12.21.42'><img width="150" height="150" src="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2011-08-26-a-12.21.42-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Schermata 2011-08-26 a 12.21.42" title="Schermata 2011-08-26 a 12.21.42" /></a>
<a href='http://stendhaal.altervista.org/?attachment_id=267' title='Schermata 2011-08-26 a 12.21.59'><img width="150" height="150" src="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2011-08-26-a-12.21.59-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Schermata 2011-08-26 a 12.21.59" title="Schermata 2011-08-26 a 12.21.59" /></a>
<a href='http://stendhaal.altervista.org/?attachment_id=268' title='Schermata 2011-08-26 a 12.22.28'><img width="150" height="150" src="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2011-08-26-a-12.22.28-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Schermata 2011-08-26 a 12.22.28" title="Schermata 2011-08-26 a 12.22.28" /></a>
</p>
</div>
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		<title>MAKE YOUR SPACE &#8211; preview</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 14:51:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rabdomante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Make your space è un progetto ideato da 8 artisti internazionali riuniti a riflettere sul rapporto tra arte e impegno sociale. Un’opera nata sfruttando il potenziale della rete nel creare relazioni . L’intento è quello di innescare meccanismi relazionali tra arte e società, generando uno scambio di opinioni e riflessioni sullo spazio che ci circonda. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/07/MAKE_blog1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-247" title="MAKE_blog1" src="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/07/MAKE_blog1.jpg" alt="" width="360" height="509" /></a></p>
<p>Make your space è un progetto ideato da 8 artisti internazionali riuniti  a riflettere sul rapporto tra arte e impegno sociale. <span id="more-240"></span>Un’opera nata  sfruttando il potenziale della rete nel creare relazioni . L’intento è  quello di innescare meccanismi relazionali tra arte e società, generando  uno scambio di opinioni e riflessioni sullo spazio che ci circonda. Il  gesto artistico guida questo processo sfruttando il potenziale  rivoluzionario di ognuno di noi.</p>
<p><strong>Artisti:</strong> Benni Bosetto, Arnaud Canizarès, Chiara Colombi, Nick Kleindeinst,<br />
Simone Massafra, Clara Mazzoleni, Mirko Nikolic, Soheil Doaei</p>
<p>La Fabbrica del Vapore, SALA DEL GIOCO DIMENTICATO</p>
<p>giovedì 28 luglio ·  18.00 &#8211;  22.00</p>
<div>
<div>Procaccini, 9</div>
<div>Milan, Italy</div>
</div>
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		<title>MOSTRA di Poesia Visiva nel Salento</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 15:24:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rabdomante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Critica]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[La Poesia visiva nel Salento dal 29 Maggio 2011 al 30 Dicembre 2011. Una mostra di poesia visiva allestita nel nascente Museo di Arte Contemporanea di Matino. La collezioni conta oltre 450 opere provenienti dalle donazioni &#8216;L.Gabrieli&#8217;, &#8216;V. Balsebre&#8217;, &#8216;E. Miglietta&#8217;, &#8216;M. Bentivoglio&#8217; e di vari autori della poesia verbo-visiva italiana. Il 29 Maggio 2011 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> </em></p>
<p><em><strong><a href="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/05/vaccarigro2.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-223" style="border: 7px solid white;" title="vaccarigro2" src="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/05/vaccarigro2.jpg" alt="" width="446" height="480" /></a>La Poesia</strong></em><em><strong> visiva nel Salento</strong><br />
</em><em>dal 29 Maggio 2011 al 30 Dicembre 2011.</em></p>
<p><em><strong>Una mostra di poesia visiva allestita nel nascente Museo di Arte Contemporanea di Matino.</strong><span id="more-220"></span> La collezioni conta oltre 450 opere provenienti dalle donazioni &#8216;L.Gabrieli&#8217;, &#8216;V. Balsebre&#8217;, &#8216;E. Miglietta&#8217;, &#8216;M. Bentivoglio&#8217; e di vari autori della poesia verbo-visiva italiana.</em></p>
<p>Il 29 Maggio 2011 alle ore 19.30 presso la Chiesa della Pietà di Matino, s’inaugura il Museo Arte Contemporanea dedicato al pittore matinese Luigi Gabrieli, maestro, dal 1943 al 1960, della Regia Scuola Artistica di Lecce (oggi Liceo Artistico Pellegrino). L’artista, aperto agli sviluppi dell’arte contemporanea, contribuì al rinnovamento della cultura salentina sollecitando al “nuovo”, con la sua didattica e con la sua arte, il gusto artistico di quegli anni marcatamente influenzato dalla scuola napoletana dell’Ottocento. Sotto la sua guida si sono formati allievi attualmente artisti di notorietà provinciale e nazionale tra cui Fernando De Filippi, Ercole Pignatelli, Armando Marrocco, Romano Sambati, Salvatore Esposito e tanti altri.</p>
<p>La mostra allestita nel Museo Arte Contemporanea Matino “L: Gabrieli” (MACMa),   curata da Luperto, vede esposte  un centinaio delle oltre 450 opere provenienti dalle donazioni “L.Gabrieli”, “V. Balsebre”, “E. Miglietta”, “M. Bentivoglio” e di vari autori della poesia verbo-visiva italiana.</p>
<p>Il Museo “L. Gabrieli” è il primo in Puglia ad accogliere importanti autori della Poesia Visiva tra cui Eugenio Miccini, Lamberto Pignotti, Michele Perfetti, Adriano Spatola, Mirella Bentivoglio, Lucia Marcucci, Emilio Isgrò, Franco Vaccari, Luciano Caruso, Martino Oberto,William Xerra.</p>
<p>Nelle Scuderie affrescate del Palazzo Marchesale Del Tufo, magistralmente restaurate dagli architetti Tobia Scarpa e Alberto Torsello, sarà inaugurata la mostra di poesia verbo-visiva “di-segni poetici” e sarà presentato il relativo catalogo, curato da Salvatore Luperto e Anna Panareo.  Il testo illustra la storia della poesia verbo-visiva in Puglia e in Italia attraverso gli interventi di autorevoli studiosi di un’équipe formata da Antonio Lucio Giannone, Eugenio Giannì, Marinilde Giannandrea, Carla Lezzi, Michele Afferri, Alessandra Guareschi e con i contributi di Mirella Bentivoglio, Sergio Cena, Giovanni Fontana, Ruggero Maggi, Martino Oberto e Lamberto Pignotti.</p>
<p>Gli artisti di questi gruppi si collocano ai margini tra discipline differenti e differenti linguaggi e si pongono contro o in alternativa al linguaggio espressivo coerente dell&#8217;attualità. Il  legame tra il segno come materia e il suo significato è stato studiato fin dai primi anni Sessanta da Ugo Carrega che giunge all&#8217;ipotesi che tra i vari elementi esista una vera simbiosi. Egli fa riferimento da una parte all&#8217;esempio di personalità letterarie come Ezra Pound, James Joyce, Jorge Luis Borges e dall&#8217;altra cerca di ridare al concetto il suo corpo fisico in modo da evidenziare il contatto necessario tra la mente e la mano. Viene pertanto formulata l&#8217;ipotesi che la scrittura non debba necessariamente possedere un campo preciso né essere inteso come fine, ma piuttosto come strumento e mezzo che evoca un significato e, così come per l&#8217;immagine, metafora di un atteggiamento verso il fare artistico.</p>
<p>Gli autori in mostra:</p>
<p>Paolo Albani, Anna Lisa Alloatti, Fernando Andolcetti, Richard Anthoi, Ignazio Apolloni, Davide Argnani, Maryse Aspart, Nanni Balestrini, Gianni Baretta, Vittore Baroni, Marilla Battilana, Carlo Battisti, Dino Bedino, Toni Bellucci, Mirella Bentivoglio, Carla Bertola, Luigi Bianco, Tomaso Binga, Anna Boschi, Antonino Bove, Ferruccio Cajani, Carlo Canè, Emma Caprini, Ugo Carrega, Luisella Carretta, Luciano Caruso, Bruno Cassaglia, Luciano Cattania, Giorgio Cegna, Sergio Cena, Cosimo Cimino, Mario Commone, Bruno Conte, Vitaldo Conte, Carlo Marcello Conti, Silvio Craia, Gianluca Cupisti, Alda D’Alessio, Mauro Dal Fior, Betty Danon, Laura P. D’Andrea, Raffaele De Bernardi, Antonio Del Donno, Fabio De Poli, Chiara Diamantini, Marcello Diotallevi, Anna Esposito, Luigi Fagioli, Maria Pia Fanna Roncoroni, Vittorio Fava, Fernanda Fedi, Vincenzo Ferrari, Gio Ferri, Carlo Finotti, Alfio Fiorentino, Giovanni Fontana, Nicola Frangione, Gino Gini, Elisabetta Gut, Pino Guzzonato, Randi Hansen, Emilio Isgrò, Elena Lacava, Maria Lai, Michele Lambo, Sveva Lanza, Paola Levi Montalcini, Oronzo Liuzzi, Arrigo Lora-Totino, Marco Maffei, Ruggero Maggi, Franco Magro, Alfonso Malinconico, Marcello Malquori, Mauro Manfredi, Marco Marchiani Mavilla, Lucia Marcucci, Stelio Maria Martini, Gianni Martinucci, Eugenio Miccini, Enzo Miglietta, Enzo Minarelli, Adamo Modesto, Emilio Morandi, Massimo Mori, Riri Negri, Martino Oberto, Ilaria Occhigrossi, Luciano Ori, Maurizio Osti, Marco Parentela, Francesco Pasca, Enzo Patti, Giancarlo Pavanello, Giuseppe Pellegrino, Walter Pennacchi, Michele Perfetti, Lamberto Pignotti, Antonello Ricci, Gianpaolo Roffi, Antonio Sassu, Alba Savoi, Greta Schodl, Danilo Sergianpietri, Gianni Emilio Simonetti, Carlo Alberto Sitta, Adriano Spatola, Franco Spena, Giovanni Tinti, Luigi Tola, Anna Torelli, Franco Vaccari, Agostino Tulumello, Emilio Villa, Pino Viscusi, Alberto Vitacchio, Rodolfo Vitone, Simona Weller, William Xerra.</p>
<p>Inaugurazione 29 Maggio 2011 alle ore 19.30<br />
presso la Chiesa della Pietà di Matino</p>
<p>MACMa &#8211; Museo Arte Contemporanea Matino &#8216;L. Gabrieli&#8217;<br />
Palazzo Marchesale Del Tufo – Matino<br />
ingresso libero</p>
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		<item>
		<title>Dal 7 aprile al 10 luglio 2011 &#8211; Silenzioso (mi ritiro a dipingere un quadro) &#8211; Mimmo Paladino a Milano</title>
		<link>http://stendhaal.altervista.org/?p=191</link>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 19:08:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rabdomante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Critica]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 7 aprile al 10 luglio 2011 Silenzioso (mi ritiro a dipingere un quadro) Milano accoglie la monografica di Mimmo Paladino. Palazzo Reale, Piazzetta Reale e l’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele II ospitano le opere del grande maestro Mimmo Paladino (Paduli, 1948). La mostra al piano nobile di Palazzo reale curata da Flavio Arensi, promossa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/05/mimmo3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-194" style="border: 5px solid white;" title="mimmo3" src="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/05/mimmo3.jpg" alt="" width="329" height="468" /></a></p>
<p><span id="more-191"></span></p>
<p><strong>Dal 7 aprile al 10 luglio 2011<em><br />
Silenzioso (mi ritiro a dipingere un quadro)</em></strong><br />
Milano accoglie la monografica di Mimmo Paladino.</p>
<p>Palazzo Reale, Piazzetta Reale e l’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele II ospitano le opere del grande maestro <strong>Mimmo Paladino</strong> (Paduli, 1948).</p>
<p>La mostra al piano nobile di <strong>Palazzo reale</strong> curata da Flavio Arensi, promossa dal Comune di <strong>Milano</strong> &#8211; Cultura, prodotta da Palazzo Reale, Civita e GAmm Giunti, prende in esame oltre trent&#8217;anni di attività del maestro, attraverso un nucleo di oltre <strong>50 opere, tra cui 30 dipinti di grandi dimensioni, sculture e installazioni</strong>.</p>
<p>Il percorso espositivo mette in risalto l’evoluzione creativa e vuole ricostruire le varie tappe fondamentali del percorso artistico di Mimmo Paladino. Tra i lavori scelti: <strong><em>Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro</em></strong> del 1977, che segna la rivoluzione pittorica degli anni Ottanta e che porterà all&#8217;esperienza della <strong>Transavanguardia</strong>, iniziata subito dopo la Biennale di Venezia del 1980. Alcuni lavori pittorici illustrano i diversi passaggi tematici e stilistici di Paladino, fino alla produzione più recente, con l&#8217;inserimento di importanti sculture.</p>
<p>Le installazioni dimostrano come Paladino sia l’artista italiano che ha cercato con maggior insistenza il dialogo con altri linguaggi, passando dall&#8217;Arte povera alla ripresa pittorica degli anni Ottanta, spostandosi con grande intelligenza fra i vari medium e utilizzando differenti materiali che spingono i confini delle opere a molteplici livelli di lettura.</p>
<p>La sala dedicata all’installazione dei <strong><em>Dormienti</em> </strong>è tra le più affascinanti e intime di tutto il percorso espositivo dove trentadue sculture, immerse nella composizione eco-acustica e musica di David Monacchi, evocano una dimensione intima e arcaica. A questo sentimento lo stesso critico <strong>Germano Celant</strong> scrive<em>: “Le prime prove artistiche di Mimmo Paladino, già dal 1969, appaiono immediatamente avvolte in un alone di magia, legate ai depositi mnemonici e culturali. Sviluppano un interesse per le vicende “interne”, quindi per il profondo. Dispiegano un immaginario primitivo, semplice e diretto, che riguarda la natura del vedere, come azione empatica verso il proprio contesto ambientale”.</em></p>
<p>Nel cortile di Palazzo Reale sono posizionati quattro <strong>scudi </strong>di cinque metri di diametro ciascuno in terracotta, materia che si presta a mantenere i gesti pittorici, ma con una declinazione tridimensionale, su cui Paladino assomma segni e oggetti.</p>
<p><a href="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/05/Schermata-2011-05-24-a-20.59.24.png"><img class="alignleft size-full wp-image-195" style="border: 5px solid white;" title="Schermata 2011-05-24 a 20.59.24" src="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/05/Schermata-2011-05-24-a-20.59.24.png" alt="" width="386" height="271" /></a></p>
<p>In Piazzetta Reale, la <strong><em>Montagna di sale</em></strong>, da cui fuoriescono 20 elementi scultorei (<strong>cavalli</strong> interi io sezioni di essi), rappresenta uno dei capolavori del secolo appena concluso ed è carica di aspetti simbolici ancora fortemente validi, che cercano le proprie ragioni all&#8217;interno della storia sociale e culturale del nostro paese.</p>
<p>Secondo il curatore: “La <em>Montagna</em> rimette in gioco la meditazione sulla statuaria condotta da Rodin e Bourdelle (e di conseguenza Martini). Si tratta di un&#8217;opera che rilegge il confronto fra arte e spazio urbano, ed è interessante che questo ritorno al monumentale avvenga con un’opera temporanea, destinata a sparire e forse riemergere in altre città in altri tempi, dunque una struttura che evita il monumentalismo rigido di molta cattiva scultura contemporanea”.</p>
<p>In questo itinerario ideale alla scoperta dell’arte di Paladino, è coinvolto anche l’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele II, dove è posto un aeroplano P.180 Avanti, costruito dalla Piaggio Aero, intitolato <strong><em>Cacciatore di stelle</em></strong>, la cui livrea è stata dipinta dal maestro.</p>
<p>L’allestimento è stato curato dagli architetti Giovanni Tortelli e Roberto Frassoni; molto discreto e minimale che non interferisce, ma esalta la complessità linguistica del maestro.</p>
<p>Ad accompagnare la mostra è stato pubblicato un esaustivo catalogo edito GAmm Giunti, con testi del filosofo americano Arthur C. Danto e del critico Germano Celant, oltre all&#8217;intervista del curatore all&#8217;artista.•</p>
<p><a href="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/05/mimmo2.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-192" title="mimmo2" src="http://stendhaal.altervista.org/wp-content/uploads/2011/05/mimmo2.jpeg" alt="" width="381" height="254" /></a></p>
<p><strong>Biografia Mimmo Paladino</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Domenico Paladino,</p>
<p>nato a Paduli il 18 Dicembre 1948.</p>
<p>Frequenta il liceo artistico a Benevento.</p>
<p>La prima fase dell’attività dell’artista s’incentra principalmente sulla fotografia nel panorama “concettuale”.</p>
<p>Nella seconda metà degli anni ’70  riscopre la pittura e recupera il colore sia nella sua valenza espressiva sia nella matericità del pigmento: il suo interesse si concentra soprattutto sulla peculiarità della figurazione a divenire linguaggio. Immagini astratte e oniriche susseguono su grandi tele dai forti valori timbrici, spazialmente definite da strutture geometriche, rami e maschere che attraggono l’osservatore.</p>
<p>Nel 1977 si trasferisce a Milano e tra il ’78 e l’80 è un periodo di transizione tra posizioni concettuali e la rinnovata attenzione per la pittura figurativa. A partire dal 1980 giunge all’elaborazione di superfici di grandi dimensioni e alla realizzazione di lavori di grandi dimensioni dal forte impatto visivo, nel quale racconta la vita e il mistero della morte. Utilizza l’incisione e molte altre tecniche per rappresentare il proprio “mondo interiore”, primordiale, magico. Introduce presto nelle sue tele elementi scolpiti, spiazzando i critici nella sua coesione di modernità e arte povera.</p>
<p>Paladino intraprende percorsi linguistici sorprendenti, sperimentando le diverse tecniche tradizionali: dal disegno alla pittura, alla scultura, al mosaico, all’incisione, all’immagine filmica che gli permettono di rappresentare il proprio mondo intimo.</p>
<p>Gli inizi degli anni ’80 si identificano con l’affermazione della pittura referenziale. Ad “Aperto 80”, nell’ambito della Biennale di Venezia, il critico d’arte Achille Bonito Oliva propone la corrente della Transavanguardia, di cui fanno parte Chia, Clemente, Cucchi e lo stesso Paladino. Le mostre alle quali l’artista campano partecipa in questi anni testimoniano quanto la sua pittura sia debitrice nei confronti del passato sia per i contenuti che per le forme, ma al tempo stesso sia densa di simboli e capace di aprirsi a nuove prospettive.</p>
<p>Dal 1985 si cimenta con grandi sculture in bronzo e con installazioni sperimentando così la nuova gigantesca “montagna di sale”. Da queste opere di forte impatto, decide poi di asciugare la sua arte per spingersi  verso un rigore sempre più evidente ed una semplificazione delle strutture.</p>
<p>Negli anni ‘90 intensifica con successo l’attività all’estero e nel 1994, primo tra gli artisti italiani contemporanei, espone alla Galleria Nazionale di Belle Arti di Pechino.</p>
<p>Accanto alla pittura, la scultura è parte fondamentale del lavoro di Paladino come ci dimostrano alcune importanti opere inserite nel percorso espositivo: si tratta di fusioni in bronzo o in alluminio, legni spesso dipinti, rame, ferro e altri materiali.</p>
<p>Nel 1995 Paladino diventa protagonista di Piazza Plebiscito a Napoli realizzando la sua memorabile Montagna di Sale su cui pone sculture con forme animali e umane.</p>
<p>Alla fine degli anni ’90 Paladino realizza diversi cicli pittorici, nei quali si rende evidente l’aspetto più problematico della sua ricerca, ovvero il continuo interrogarsi sul linguaggio dell’arte: la geometria, la frammentarietà, la molteplicità e l’accumulazione dei segni, insieme a improvvise cesure e cambi di registro, costituiscono alcuni fili conduttori della sua opera.</p>
<p>Nel 1999, nell’ambito del South London Gallery Project, in una grotta in mattoni sotto la Roundhouse at Chalk Farm di Londra, installa l’opera ‘I Dormienti’, che dialoga con gli interventi sonori di Brian Eno.</p>
<p>Nel 2003 Paladino viene scelto in qualità di rappresentante dell&#8217;arte italiana durante la presidenza italiana a Bruxelles: la scultura equestre ‘Zenith’ è installata nella piazza della sede del Parlamento Europeo. Il Centro d&#8217;Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, nel 2002-2003, gli dedica una mostra retrospettiva e nel 2004 alla Reggia di Caserta, nell&#8217;ambito del progetto Terrae Motus, si tiene una personale con i suoi lavori più recenti.</p>
<p>Nel 2005 al MAR di Ravenna, per la prima volta, vengono esposte le scenografie realizzate negli ultimi quindici anni. A Napoli al Museo di Capodimonte nel 2005 presenta un lavoro dedicato a Don Chisciotte che prelude ‘Quijote’, il lungometraggio che l’artista dirigerà l’anno successivo.</p>
<p>Nel 2008 gli viene affidata la realizzazione della copertura delle impalcature del cantiere di restauro della Ghirlandina, la torre campanaria del Duomo di Modena. Sempre del 2008 è una importante mostra al Museo dell’Ara Pacis di Roma con l’apporto del musicista Brian Eno e una personale presso la Villa Pisani a Stra. Importante installazione è quella presente sull&#8217;isola di Lampedusa per commemorare le vittime degli sbarchi clandestini.<br />
Nel 2009 esposizione di sculture che riempiono le strade, le piazze e i palazzi del paese, nello scenario incantevole di Orta S. Giulio, sul Lago d&#8217;Orta. Il catalogo della mostra è composto da 48 foto originali e inedite di Gianni Berengo Gardin: il famoso fotografo ha realizzato una serie di ritratti a Paladino e alle sue opere.</p>
<p>Nel 2010 Mimmo Paladino ha firmato la scenografia di “work in progress”, tour che ha visto riunirsi dopo 30 anni la coppia Lucio Dalla e Francesco De Gregori. Il 10 aprile dello stesso anno è installato un grande cavallo blu di oltre quatro metri all&#8217;Anfiteatro del Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera (BS), la casa-museo di Gabriele d&#8217;Annunzio.<br />
A fine gennaio 2011 realizza la nuova sala permanente del Museo Nazionale Archeologico di Villa Frigerj a Chieti dedicata al Guerriero di Capestrano e inaugura la mostra di sculture incentrata sul “nuovo Guerriero”, allestita presso il Centro espositivo della Fondazione Carichieti a Palazzo De Mayo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>INFO e CONTATTI:</strong></p>
<p><strong>PALADINO PALAZZO REALE</strong></p>
<p><strong>Milano, Palazzo Reale, Piazzetta Reale, Ottagono della Galleria</strong></p>
<p><strong>7 aprile – 10 luglio 2011</strong></p>
<p><strong>Orari mostra</strong></p>
<p>Martedì, mercoledì, venerdì, domenica h 9.30 – 19.30</p>
<p>Lunedì h 14.30 – 19.30</p>
<p>Giovedì e sabato h 9.30 – 22.30</p>
<p>Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura</p>
<p><strong>Biglietti</strong></p>
<p>€ 9,00 intero</p>
<p>€ 7,50 ridotto gruppi (minimo 15 – massimo 25 persone), over 65 e under 18, studenti, titolari di convenzioni e coupon</p>
<p>€ 4,50 ridotto speciale scuole</p>
<p>Gratuito per minori di 6 anni, soci ICOM, portatori di handicap e accompagnatori, giornalisti e guide turistiche, un accompagnatore per gruppo, due insegnanti accompagnatori per classe</p>
<p><strong>Catalogo</strong> GAmm Giunti</p>
<p><strong>INFO: tel 02.4335.3522</strong></p>
<p>www.paladinopalazzoreale.it</p>
<p>[S•M]</p>
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		<title>Milano &#8211; Due mostre omaggiano Giò Ponti dal 6 maggio al 24 luglio 2011.</title>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 17:03:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rabdomante</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Milano &#8211; Due mostre omaggiano Giò Ponti dal 6 maggio al 24 luglio 2011. «Non è il cemento, non è il legno, non è la pietra, non è l&#8217;acciaio, non è il vetro l&#8217;elemento più resistente. Il materiale più resistente nell&#8217;edilizia è l&#8217;arte». Così scriveva Giò Ponti, primo celebrato architetto italiano dal successo globale, al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="../wp-content/uploads/2011/05/gio_ponti.jpg"><img style="border: 5px solid white;" title="gio_ponti" src="../wp-content/uploads/2011/05/gio_ponti.jpg" alt="" width="341" height="186" /></a></p>
<p><span id="more-180"></span></p>
<p><strong>Milano &#8211; Due mostre omaggiano Giò Ponti dal 6 maggio al 24 luglio 2011. </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>«Non è il cemento, non è il legno, non è la pietra, non è l&#8217;acciaio, non è il vetro l&#8217;elemento più resistente. Il materiale più resistente nell&#8217;edilizia è l&#8217;arte».</em></p>
<p>Così scriveva Giò Ponti, primo celebrato architetto italiano dal successo globale, al quale Milano dedica due mostre e numerose interessanti iniziative.</p>
<p>“Espressioni di Giò Ponti”, curata da Germano Celant e allestita all’interno del Palazzo dell’Arte (Triennale di Milano), presenta una selezione di oltre 250 tra disegni e dipinti, ceramiche e maioliche, mobili e oggetti, studi e modelli di architettura, ricreando il percorso artistico e creativo e illustrando il grandioso lavoro del maestro.</p>
<p>Un’attenzione particolare si è prestata alla ricca e intensa creatività pontiana che ha inizio negli anni ‘20 con la direzione artistica della società Richard &#8211; Ginori e che ha spaziato per circa 70 anni nel campo dell’architettura, del design industriale, della produzione artigianale e artistica, senza dimenticare la ricerca e la comunicazione nel campo delle arti.</p>
<p>La notorietà mondiale del maestro si è potuta mettere in evidenza con l’esposizione di progetti architettonici sia nazionali sia internazionali. Numerosi modelli di studio, disegni e video che spaziano dal vicino grattacielo Pirelli (1956-1960) alla Chiesa progettata e l&#8217;ospedale San Carlo (1966), fino alla bellissima Concattedrale di Taranto, per arrivare all&#8217;Istituto italiano di cultura di Stoccolma (1954) passando inevitabilmente per il celebre Auditorium del Time &amp; Life building di New York (1959), con un focus particolare sull&#8217;asse Italia &#8211; America.</p>
<p>Il percorso espositivo ripercorre inoltre, il lavoro di Ponti dedicato agli arredi delle navi transoceaniche, fino alla citazione della “Finestra arredata”, un nuovo tipo di serramento realizzato tra il 1953 e il 1954, inteso come un omaggio a Philip Johnson e prodotto in forma di prototipo dalla società newyorchese Altamira.</p>
<p>L&#8217;esposizione si conclude con un video inerente il modo di comunicare di Ponti. Scritti, dipinti, disegni sono raccolti in uno studio simbolico in cui si colgono sia rimandi ai progetti realizzati, sia una dimensione intima e della persona: tutto questo materiale è tenuto ben insieme attraverso un abile montaggio di filmati e interviste.</p>
<p>La mostra molto ben allestita aiuta il visitatore ad attraversare tutta la produzione artigianale e artistica del maestro Giò Ponti e lo invita a meditare sul pensiero e sulla poetica del maestro.</p>
<p>“Giò Ponti e la Ceramica” è la seconda mostra dedicata al maestro.</p>
<p>Ad ospitarla è il Palazzo Pirelli (Pirellone), ideato dallo stesso Giò Ponti. L’esposizione documenta la produzione di ceramiche realizzate dal grande designer per la manifattura Richard Ginori, tra il 1923 e 1930.</p>
<p>Il percorso espositivo aiuta a ripercorrere la carriera dell’artista attraverso una produzione influenzata dal classico e dal moderno.</p>
<p>Pur mantenendo una sorta di distanza storica, le opere esposte in questa mostra evocano una classicità ideale da cui il maestro trae ispirazione.</p>
<p>Nella produzione di Ponti vasi ornamentali, grandi ciste, urne e piatti mostrano figure isolate e contrapposte a fondi di natura geometrica: così a evocare scene cittadine e vedute urbane.</p>
<p>Nella produzione si comprende l’attenzione di Ponti anche alle esperienze contemporanee con esiti riconducibili alla metafisica, al Novecento e al futurismo e si intravede infine, quell’ironia che in Ponti è già il segno della modernità.</p>
<p>Due esaurienti cataloghi documentano le due mostre:</p>
<p>“Espressioni di Gio Ponti”, a cura di Germano Celant, alla Triennale, edito da Electa e “Il fascino della ceramica” curata da Dario Matteoni, al grattacielo Pirelli, edito invece da Silvana Editoriale.</p>
<p>A “Espressioni di Gio Ponti” è abbinata la riedizione fac-simile della raccolta dei progetti curata da Ponti e pubblicata unicamente nel 1954 da Daria Guarnati Editore, Milano. [S•M]</p>
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